Tuttocuoio, Dolfi contro procuratori e alcuni giocatori, sul futuro “E’ ancora presto”

29 maggio 2017 | 10:12
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Tuttocuoio, Dolfi contro procuratori e alcuni giocatori, sul futuro “E’ ancora presto”

Stremato, logorato dalla tensione, dopo averla vissuta nello spicchio di tribuna riservato agli ospiti, Andrea Dolfi si è precipitato in campo, ad abbracciare e consolare i suoi ragazzi. In campo Alessio Lo Porto e Marco Berardi sembrano inconsolabili. Più che il presidente del Tuttocuoio è sembrato il padre di famiglia. Poi è arrivato in sala stampa, fuori il capitano Roberto Falivena è affranto, il magazziniere Luca Batini piange a dirotto, la signora Dolfi ha lo sguardo nel vuoto.

Presidente non siete mai stati sconfitti.
“Ma non è bastata. I ragazzi ce l’hanno messa tutta, a noi mancavano quattro titolari. A Pontedera eravamo andati sul 2-0 e loro sono stati bravi a pareggiare con due tiri, mentre oggi sono stati bravi a non farci andare sotto porta. Questo è il rammarico. Ci abbiamo creduto fino in fondo. Ho 15 ragazzi, perché nella mia squadra sono ragazzi, e spero che quando andranno in altre squadre si comportino come si sono comportati da noi. Abbiamo avuto poi anche alcuni ragazzini di 18-20 anni che sono contento siano andati allo Spezia e spero che ci rimangano allo Spezia. Persone che hanno creato problemi nello spogliatoio e che alla fine siamo riusciti a togliere. Mi riferisco a Shekiladze ma anche a qualche altro. Ai ragazzi che sono scesi in campo oggi, invece, dico grazie: ragazzi giovani che c’hanno messo il cuore e che adesso nello spogliatoio piangono tutti quanti. Spero che nel loro futuro ci siano squadre forti e possono essere valorizzati per quello che sono.
Ci sono altri, invece, di cui non mi interessa: spero che possano andare avanti con il procuratore di Pontedera che li ha chiamati, tutti i giorni, dicendogli che se sarebbero retrocessi sarebbero stati liberi e avrebbero avuto un’altra squadra dove andare, raccomandandogli di preservarsi e di non farsi male. Queste erano le raccomandazioni che alcuni ragazzi ricevevano al telefono”.
È per questo che lamentavate le assenze di oggi?
“Certo, uno non era convocato e gli altri erano fuori. Chi li ha presi è riuscito nel suo intento: procuratori fantasmi che non risultano. È stato un mese duro per noi. Abbiamo parlato con i ragazzi dicendogli di andare in campo a testa alta perché sono dei professionisti. E chi è sceso in campo oggi lo ha dimostrato. Spero che il comportamento che hanno avuto quei tre lo abbiano nelle società dove andranno a costo zero, perché erano del Tuttocuoio. Squadra di Ponte a Egola, questa frazione piccolina, dove abbiano fatto un’impresa e pensavamo di portarla avanti qualche anno. Ringrazio i pontaegolesi che mi hanno dato una mano, purtroppo è un paese dove ci vogliono due generazioni per andare avanti. Mi dispiace. Abbiamo portato Ponte a Egola e il comprensorio del Cuoio in tutta Italia, forse anche fuori dall’Italia, più del tartufo e più di tante altre cose che ci sono a San Miniato. È stata una bella avventura. Ringrazio Umberto Aringhieri, Daniele Donati, gli allenatori. Sono stati 4 anni fantastici purtroppo quando il diavolo ci mette la coda, ma il diavolo non è di colore rosso?”
E il futuro?
“È presto per parlare del futuro societario. Ponte a Egola è piccola e abbiamo una logistica un po’ particolare. Quello che abbiamo fatto fino ad oggi si è fatto con i sacrifici. Mi dispiace. Oggi se non si vinceva noi vinceva Paolo Toccafondi. L’abbiamo giocata, i ragazzi ce l’hanno messa tutta e darò un premio a quelli che oggi sono scesi in campo”.
Fuori dagli spogliatoi Alessio De Petrillo è catturato dalla Rai.
“Non era facile giocare i ritmi non sono stati al massimo, il caldo si è fatto sentire. Sono stati 25 giorni di buon lavoro. Ringrazio i ragazzi”.
Avevate compromesso tutto facendovi rimontare all’andata?
“Due tiri da fuori con Gargiulo che aveva fatto un eurogol. Nel computo delle due gare si è trattato di un incontro equilibrato. Il Prato se avesse fatto la prima parte di stagione come la seconda aveva una proiezione da 60 punti”.
I ragazzi escono alla spicciolata a testa bassa, poi è la volta di Umberto Aringhieri.
“Ci sono tanti rammarichi che ci portiamo dietro. Il doppio vantaggio nella gara d’andata, il palo che ci avrebbe portato sul 3-1. Sono state due gare equilibratissime, dove l’equilibrio è saltato solo negli ultimi 5′ quando abbiamo giocato il tutto per tutto. Potevamo e non dovevamo essere ai playout. Ci è toccato il peggior avversario, una squadra che a pochi minuti dalla fine stava vincendo a Piacenza e si salvava direttamente. Hanno totalizzato 31 punti nel girone di ritorno e potenzialmente erano una squadra da playoff, se anche nel girone d’andata avessero mantenuto questo passo. Di un’annata come questa piena di rammarichi ho avuto il modo di conoscere e apprezzare Alessio De Petrillo dal punto di vista umano e da quello professionale. Mi ripeto potevamo e non dovevamo essere ai playout”.
La chiosa finale è del segretario Alessandro Badii.
“Ti rendi conto retrocediamo contro un avversario che in quattro gare non ci ha mai battuto, abbiamo pareggiato 3 volte e vinto una”.
Altrimenti non l’avremmo consegnato agli almanacchi sotto la voce: l’anno del rammarico.

Andrea Signorini