Roberto Ferraro su Unione dei Comuni: “Clamorosa marcia indietro del pd”

“Il Pd del comprensorio del Cuoio voleva l’Unione dei Comuni, un nuovo ente oltre a Comune e Provincia, per gli effetti miracolosi che avrebbe avuto sui cittadini. E ora arriva la marcia indietro e i sindaci di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Montopoli e Castelfranco di Sotto riconoscono l’inutilità di questa struttura”. Così Roberto Ferraro, già capogruppo del Pdl in consiglio comunale a San Miniato, che interviene sulla questione dell’Unione dei Comuni del comprensorio del Cuoio, da sempre osteggiata dal centrodestra.
“Quattro anni fa il Pd del comprensorio del cuoio – spiega Ferraro – inserì nell’agenda politica dei vari Comuni la costituzione dell’Unione dei Comuni. Le Giunte Pd di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di sotto e Montopoli improvvisamente scoprirono i presunti miracolosi effetti della nuova struttura amministrativa non elettiva chiamata Unione dei Comuni, la quale non doveva essere una semplificazione dell’esistente ma un nuovo Ente dotato di propria sede, proprie strutture politiche e amministrative, che si aggiungeva al Comune e alla Provincia. Un grande pastrocchio che avrebbe complicato la vita dei cittadini, aumentato le poltrone e diminuito la democrazia. Nonostante non fosse chiaro – prosegue – cosa doveva fare la cosiddetta Unione dei Comuni, quali potevano essere i vantaggi per i cittadini, la parola d’ordine del Pd fu perentoria, l’Unione dei Comuni doveva essere fatta a tutti i costi”. A questa decisione il centrodestra si è da sempre opposto, infatti Ferraro dice: “Il centrodestra di San Miniato si oppose con determinazione alla folle idea di introdurre un nuovo e inutile poltronificio, chiedendo l’effettuazione di un referendum popolare consultivo per ascoltare il parere dei cittadini. La proposta del referendum fu respinta da tutta la sinistra e il Pd fece approvare dal consiglio comunale la istituzione dell’inutile progetto”. E poi, però, il passo indietro, infatti Ferraro attacca: “Oggi i sindaci di San Miniato, S. Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli fanno una clamorosa retromarcia, riconoscono l’inutilità e i rischi del piano e annunciano la revoca della delibera con la quale nel 2014 venne decisa l’istituzione dell’Unione dei Comuni. I cittadini – sottolinea Ferraro – che nel passato hanno dato fiducia al centrodestra e ai suoi eletti in consiglio comunale ora hanno la prova che la loro fiducia fu ben riposta. Coloro che venivano additati come conservatori e incapaci di comprendere le innovazioni si sono rivelati migliori degli altri. La Caporetto dell’Unione dei Comuni si somma al disastro del Project Financing, vicenda nella quale la sinistra anche in tale occasione rigettò spocchiosamente le proposte del centrodestra e non volle istituire la commissione di indagine. Con la drammatica conseguenza che ora il comune di San Miniato, oltre a dover subire i pesanti danni derivanti da un contratto scellerato e dannoso per San Miniato, tra l’altro mai approvato dal consiglio comunale, è stato pure condannato a pagare alla controparte privata 10 milioni di euro per inadempienze contrattuali”.