Alta Val di Cecina, Nocchi: “Necessaria l’Unione dei Comuni”

Il coordinamento Pd Alta Val di Cecina si è riunito a Ponteginori per valutare la situazione politica della zona e per un confronto interno sulla questione dell’Unione Montana. Secondo il Pd la Val di Cecina può dire la sua solo se è unita. In questo modo si gestiranno meglio le problematiche della zona.
“Il Partito democratico, a tutti i suoi livelli istituzionali e politici, ribadisce la necessità delle Unioni dei Comuni ed il loro ruolo nella riorganizzazione dei servizi – afferma il segretario provinciale Pd Francesco Nocchi -, anche in conseguenza dei tagli di risorse e personale subìto in questi anni dai singoli comuni. Pur tenendo conto delle peculiarità di ogni singola amministrazione, l’Unione Montana dovrebbe diventare sempre più il luogo all’interno del quale dare risposta alle difficoltà di ciascuna realtà, condividendo risorse e idee negli interessi del cittadino. Questa possibilità è confermata da quelle funzioni che stanno dando buoni risultati, di cui fruiscono anche le amministrazioni al di fuori dell’Unione, come ad esempio la protezione civile che si è dimostrata un’eccellenza di livello regionale. Quella dell’Unione è una scelta strategica e non estemporanea. Riteniamo che il problema della zona non sia dividerla, ma unirla davvero dietro ad un progetto di sviluppo comune. Lo strumento dell’Unione a nostro avviso è quello giusto e non va confuso con le convenzioni: di questo nel Pd siamo tutti convinti. Le convenzioni -continua Nocchi -, sebbene assai più blande come forme di associazione, possono altresì risultare efficaci, solo in casi singoli e particolari, al di fuori ma anche all’interno di comuni di una stessa Unione. Il nostro obiettivo è, e resta, quello di una Unione che rimetta insieme tutto l’ambito di zona dell’Alta Val di Cecina: guardare avanti perseguendo un disegno strategico, specie in considerazione della nuova legislazione nazionale e regionale che spingono a sperimentare, anche dentro le unioni, ipotesi di fusioni tra comuni omogenei. Vogliamo che si apra un confronto su come sono state spese le risorse ingenti che sono arrivate sul territorio grazie alla legge sulla geotermia: nonostante una pioggia di milioni di euro (principalmente sui due comuni geotermici ma che dovevano avere destinazione a progetti di area) non si è visto nessun grande risultato su viabilità, aziende, servizi e programmazione politico-amministrativa comuni. Temiamo che questa mancanza di unità, non solo nell’Unione ma come proposta amministrativa nel suo complesso, stia mettendo in seria difficoltà il nostro territorio su molti aspetti; nodi che in questi anni sono venuti al pettine e che interessano ambiti prioritari a garanzia di adeguati livelli di qualità della vita dei cittadini che qui abitano. Sanità, trasporti, ambiente, discariche, zone industriali, imprese esistenti, servizi (come Poste, Corpo forestale, ecc) devono vedere tutte le amministrazioni dell’Alta Val di Cecina muoversi congiuntamente. Altrimenti si rischia soltanto, come successo con la viabilità, di spingere verso obiettivi diversi e non ottenere alcun risultato. Solo unita la Val di Cecina può “contare davvero”. Solo unita può gestire le problematiche specifiche che la zona ha e – ultimo ma non meno importante – mettere anche a frutto le straordinarie potenzialità che il nostro ricchissimo patrimonio artistico, culturale e naturalistico offre allo sviluppo della zona”.