Ponsacco ricorda Aringhieri, morto a Boston a 58 anni

La corsa all’ospedale a Boston, dove si trovava per lavoro, è stata inutile: non ce l’ha fatta Eugenio Aringhieri, morto ieri 30 aprile dopo un improvviso malore.
“Con Eugenio – ricorda la sindaco di Ponsacco Francesca Brogi – la nostra comunità perde una personalità di spicco, che nel corso della propria carriera ha contribuito alla cura e al miglioramento della vita di tante persone attraverso la sua guida illuminata a capo del gruppo Dompe’. Figura unica di elevato spessore umano e morale, Eugenio ci ha resi orgogliosi come comunità dei suoi numerosi risultati conseguiti nel campo farmaceutico e scientifico. Come non ricordare il premio a lui assegnato nel 2015 come “Best Ceo in therapeutic innovation industry”, un riconoscimento europeo per l’innovazione nel mondo del farmaco e delle biotecnologie. Autentico sostenitore della ricerca e dell’innovazione biotecnologica, Eugenio ha raggiunto risultati che hanno sancito traguardi storici nel campo del farmaco e delle biotecnologie, non ultimo il collirio che permetterà di curare anche in Italia un tipo di malattia rara agli occhi che può portare alla cecità. Per molti ponsacchini era un esempio da seguire, per molti altri ancora un vero amico. Come sindaco esprimo un ringraziamento sincero a Eugenio per la sua generosità, per i numerosi consigli ricevuti e per le diverse ore trascorse a parlare dei progetti di sviluppo del nostro territorio. Eugenio desiderava restituire qualcosa alla sua Ponsacco, che non aveva mai dimenticato e a cui anzi era profondamente legato. La sua città oggi lo piange con commozione autentica, ringraziandolo per il contributo che ha dato al progresso scientifico italiano e internazionale. Alla moglie, ai figli, ai suoi genitori e al fratello vanno le nostre più sincere e sentite condoglianze”.