Al convento di San Francesco a San Miniato un focus sulla caduta del muro di Berlino

Relatore il dottor Massimo Introvigne, sociologo e saggista, già docente nelle università pontificie
Il 9 novembre 2024 si è celebrato il 35esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino e per commemorare l’evento, uno dei più importanti della storia moderna, il Rotary Club Castelfranco di Sotto Valdarno Inferiore e il Rotary E-Club 2071, hanno organizzato il 10 gennaio un incontro di approfondimento nei locali del convento di San Francesco a San Miniato. Relatore il dottor Massimo Introvigne.
Il dottor Introvigne è un sociologo e saggista, già docente nelle università pontificie e fondatore, nonchè direttore, del Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur). In passato ha avuto ruoli presso l’Ocse, come rappresentante per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione, e presso l’Osservatorio della libertà religiosa. È attualmente membro della sezione di sociologia della religione dell’Associazione italiana di sociologia ed è autore di oltre settanta libri, tra i quali l’Enciclopedia delle religioni in Italia e centinaia di articoli nel campo della sociologia della religione.
Oltre ai soci dei due club Rotary hanno presenziato alla serata il senatore della Repubblica Manfredi Potenti, il generale della Guardia di Finanza Massimiliano Pardini, il presidente della Croce Rossa di Ponte a Egola Paolo Micheli e il dottor Renato Tamburrini. Presenti anche alcuni rappresentanti del Club Rotary Fucecchio-Santa Croce sull’Arno.
Il relatore dopo aver premesso che avrebbe dato una chiave di lettura dell’importante evento approfondendo alcun aspetti legati al suo campo di specializzazione, la sociologia delle religioni, ha analizzato prima di tutto le principali cause che portarono allo storico evento del 9 novembre 1989 e quindi alla successiva implosione del sistema politico sovietico. “L’evento – ha sottolineato il relatore – fu conseguente a fatti e condizioni di natura religiosa ed economica. L’elezione di un papa polacco, Giovanni Paolo II, fu certamente un elemento fondamentale che si aggiunse alla crisi di un sistema economico centralista ed illiberale che dominava i paesi dell’est Europa, il quale anche per ragioni strategico-militari non reggeva più il passo con il sistema capitalistico occidentale. Partendo dalle motivazioni all’origine del tracollo del sistema sovietico, Introvigne ha sottolineato gli effetti che tale evento ha avuto sulla religione, anche cattolica, in Russia in Europa e infine sulla Cina”.
“In Russia ed in Europa dopo la caduta del Muro di Berlino e i fatti che ne conseguirono – ha proseguito – ci fu una breve rinascita religiosa ma il rinnovato fervore ebbe vita breve. Fino al momento del disfacimento dell’impero sovietico affermarsi cristiano significava distinguersi culturalmente e politicamente da quel regime e dalla sua ideologia. Terminato il regime sovietico, indebolita l’ideologia che lo sosteneva e cessata quella che veniva chiamata guerra fredda, questa forma di cristianesimo identitario non ebbe più la spinta motivazionale del passato. Anche in Cina la caduta del muro di Berlino ebbe ad influenzare le vicende sociali e politiche cinesi. I dirigenti cinesi, tra cui l’attuale presidente Xi Jinping, si convinsero che il crollo del comunismo sovietico era dovuto all’eccessiva libertà lasciata alla società civile e alla religione e per tale motivo invece di aprirsi al nuovo percorso che il mondo stava intraprendendo si decise un inasprimento delle limitazioni alle libertà civili”.
A conclusione della relazione si è aperto un ampio dibattito fra il relatore e i presenti all’evento.
In chiusura dell’incontro al dottor Introvigne è stato donato il libro strenna 2025 offerto dalla Fondazione Carismi sul pittore Francesco Gioli.


