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Cronaca
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Una palestra robotica per la riabilitazione della mano e dell’arto superiore

12 marzo 2025 | 18:45
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Una palestra robotica per la riabilitazione della mano e dell’arto superiore

Al Centro universitario di Medicina riabilitativa e dello sport è arrivato Gloreha Sinfonia Plus

L’Università di Pisa all’avanguardia nell’ambito della riabilitazione dell’arto superiore e della mano grazie a un nuovo dispositivo, Gloreha Sinfonia Plus, che coniuga la robotica alla riabilitazione. Lo strumento è stato posizionato nel Centro universitario di Medicina riabilitativa e dello sport (in via Gargalone 25, a Pisa) ed è stato acquisito dall’Università di Pisa nel contesto di un finanziamento nazionale Pnc relativo al progetto “Fit for Medical Robotics” nel quale la robotica viene utilizzata per trattare e curare “su misura” i pazienti.

L’Ateneo è partner del progetto, della durata di 44 mesi, sostenuto dal Governo nell’ambito del Piano Nazionale per gli investimenti complementari al PNRR con un finanziamento complessivo di 113 milioni di euro.“Fit for medical Robotics” vede coinvolti 11 enti di ricerca e diverse università italiane, tra cui l’Università di Pisa, il Cnr, la Scuola Superiore Sant’Anna, l’IIT; 11 centri clinici riabilitativi tra cui Irccs (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), l’Inail e due compagnie di produzione e distribuzione di robot per la riabilitazione. I 25 partners sono riuniti in un Consorzio coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

“Con il Gloreha Sinfonia Plus apriamo una nuova stagione per il “Centro universitario di Medicina riabilitativa e dello sport” – spiega il direttore, professor Carmelo Chisari – Il Gloreha Sinfonia Plus, uno strumento robotico tra i più avanzati, è specifico per il trattamento dell’arto superiore e della mano e può essere utilizzato sia nei bambini che negli adulti. È dotato di guanti sensorizzati che permettono al paziente di interfacciarsi con un software che propone esercizi nella forma di “serious games” (ovvero esercizi di riabilitazione attraverso la componente ludica), favorendo l’interazione diretta del paziente al programma riabilitativo e l’apprendimento motorio del gesto deficitario”.