Modùmodù arriva a Santa Croce sull’Arno e fa parlare di Ius soli e cultura gratuita






Non è stata l’inaugurazione di una installazione artistica. Oggi 4 febbraio, nella giornata mondiale della fratellanza dell’Onu, l’arrivo di ModùModù dell’artista Giovanni da Monreale in piazza Matteotti a Santa Croce sull’Arno(qui la presentazione dell’opera) è stata anche l’occasione per parlare di Ius soli e anche di fruizione gratuita della cultura.
“Un’opera d’arte – ha sottolineato la sindaco Giulia Deidda – fruibile e pubblica. Le mostre non si fanno pagare perché il mestiere dell’amministrazione è anche far crescere i cittadini. Anche regalando una cultura pubblica, accessibile a tutti, perché con la cultura ci si mangia, ma non si deve pagare. E’ anche questa un’immagine per me bella e democratica di Santa Croce”.
Quella Santa Croce, ha ricordato la sindaco, che conta 3.600 cittadini stranieri, che non è insicura ma è bella e solidale anche grazie alle associazioni di santacrocesi stranieri oggi presenti in piazza ma sempre disponibili, che si tratti di cura del verde o di solidarietà per il coronavirus.
A questa piazza multi etnica, il presidente del consiglio regionaleAntonio Mazzeo ha parlato anche di Ius soli. “Credo – ha detto – che questo messaggio di fratellanza vada non solo ascoltato, ma messo in pratica. E questo dipende da ognuno di noi come singolo essere umano, ma soprattutto da chi svolge funzioni pubbliche. Per questo credo che sia indispensabile riportare la persona al centro dell’azione politica, non come mezzo, ma come fine ultimo di qualsiasi scelte e come lente attraverso cui guardare progetti e programmi. In tal senso ritengo che sia giunto il momento che si affronti il tema dei bambini nati in Italia. Perché non si possono più accettare distinzione tra i bambini. I bambini sono tutti uguali, non importa il colore della pelle o il Paese da cui provengono, devono avere pari diritti e pari doveri tra di loro. Questo vale ovunque, ma vale soprattutto qui in Toscana le cui radici affondano proprio nella civiltà dei diritti umani, da Pietro Leopoldo in poi. Per cui credo che sia giusto che da noi toscani possa partire un appello a tutte le forze politiche affinché eliminino una volta per tutte distinzioni fra i bambini nati sul nostro suolo nazionale”.
Per tutto il mese di febbraio in biblioteca sarà esposto un quaderno dove chi vorrà potrà scrivere un pensiero sulla fratellanza. Chi lo farà riceverà in omaggio la penna con cui lo avrà scritto.